Catalano di origine, nasce nel 1893, cresce nella Barcellona di inizio secolo scorso, ermetico, impulsivo, dissacratore dell’arte e caparbio nell’intento di concepirla al di là della tela e del cavalletto: Joan Mirò, artista nella sua essenza più pura.

Gruppo di personaggi nel bosco 1931
Gruppo di personaggi nel bosco 1931

Comincia a disegnare all’età di otto anni per diletto e da adolescente intraprende studi commerciali, continuando a coltivare, comunque, la sua passione artistica.
Nel 1910 comincia a lavorare come contabile in una drogheria: professione che lo annienta nell’intimo; si ammala di esaurimento nervoso e decide di stravolgere la sua vita seguendo la sua unica passione, l’arte.

Tra gli anni Venti e Trenta scopre l’ambiente artistico e letterario parigino, si lega al surrealismo, riconsiderando il suo approccio alla pittura: semplifica la realtà in modo quasi primitivo, creando nuovi simbolismi.

Donna, 1938
Donna, 1938

Stringe amicizia con Pablo Picasso, portandogli in dono la sua torta preferita: una Ensaïmada, dolce tipico catalano, di cui Picasso era ghiotto. Un momento decisivo nella carriera del giovane Mirò, che viene prontamente introdotto da Pablo nella cerchia dei più importanti galleristi e collezionisti di Parigi.

Donne, uccello e stelle, 1942
Donne, uccello e stelle, 1942

Nel surrealismo emerge l’inconscio, la parte onirica dell’uomo, che si esprime attraverso segni e simboli istintivi: la casualità, che permette di testare nuove tecniche e, nel caso di Joan, di creare uno stile originale e unico.

Un’arte gestuale, manuale, dove tutto ha inizio dalla materia e dalle inconfondibili sgocciolature nere d’inchiostro sul giallo, blu e rosso: un chiaro rimando di ammirazione a Matisse e l’arte giapponese.

I soggetti sono donne, uccelli, costellazioni…

Personaggi e  uccello, 1962
Personaggi e uccello, 1962

Estro creativo che si traduce nella semplicità delle forme, immediatezza di pensieri e percezioni, a volte anche infantili: nessun punto di riferimento, né senso di profondità o linea d’orizzonte; figure immobili e, al tempo stesso, mobili.

L’evoluzione della sua arte in età più matura porta Mirò ad ispirarsi al movimento dell’Action Painting e di Jackson Pollock: nel 1941 viene presentata la prima grande retrospettiva al Museum of Modern Art a New York.

Il 1942 è l’anno dell’esposizione alla galleria newyorkese Art of This Century, simbolo, in quel periodo, del debutto americano dell’arte europea contemporanea, accanto a Max Ernst e René Magritte.

Musica del crepuscolo I, 1965
Musica del crepuscolo I, 1965

Notevole è anche l’influenza di Marcel Duchamps: oggetti ritrovati e trasformati, che nelle opere di Miró sono rubinetti, cappelli di paglia, arti di bambole, zucche…

Amico di Ernest Hemingway, appassionato di letteratura, di musica e soprattutto di danza: realizza enormi tele per il boccascena dei teatri, nei quali si esibisce la compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djagilev.

Eclettico e sperimentatore usa qualsiasi materiale per i suoi lavori: dall’acquaforte ai carburi, alle tele, carta e cartone, chine e inchiostri, acquerello, matita e grafite, mastice, catrame e plastica, stoffe, spago e metallo, creando collage, sculture, litografie, ceramiche, scenografie e arazzi.

Nel 1954 gli viene conferito il premio per la grafica alla Biennale di Venezia: le campiture liquide, come linguaggio espressivo, divengono punto di riferimento di un particolare momento storico e artistico del ventesimo secolo.

Dal 1956 si stabilisce a Palma di Maiorca, in un contesto in cui oltre alla dimora viene edificato anche un laboratorio e uno studio di pittura.

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Donne e uccelli nella notte del 1970: esperimento artistico realizzato partendo da una busta di plastica; un foglio di catrame e colori ad olio prendono vita nell’opera Il gallo del mattino II.

Tristemente famoso l’arazzo in lana e canapa, di circa quattro tonnellate di peso, installato nel World Trade Center nel 1974: distrutto con il crollo delle torri nel 2001.

1975 La Taupe Hilare

I riconoscimenti in patria arrivano solo dopo la caduta del governo franchista; nel 1983 produce il logo dell’Ente del Turismo Spagnolo: il Sole, che lo consacra ad essere ricordato per sempre.

Il tardo periodo lascia intravedere le sue idee più radicali e studi sulla pittura quadrimensionale.
Si spegne a Maiorca, all’età di novant’anni.

Cane, 1978
Cane, 1978

Joan Mirò rappresenta appieno il Surrealismo, sviluppando ed elaborando immagini sospese, fluttuanti, tradotte in segni e astrazioni.

Poesia, 1974
Poesia, 1974

Un pittore poetico, attratto da una forza magnetica non prestabilita: “Il pittore lavora come un poeta: prima viene la parola, poi il pensiero”.

Io mi trovo perfettamente d’accordo…

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