Sono trascorsi ben quindici anni da quel terribile giorno. Quella mattina ero al lavoro e, come tutti, mi sono fermata davanti allo schermo che era in sala, un enorme video wall, che trasmetteva immagini agghiaccianti, che mai avrei voluto vedere…

Ma siamo davvero sicuri di aver visto nel modo giusto? Eravamo talmente sconvolti da quello che stava succedendo, che molti particolari ci sono sfuggiti, abbiamo peccato di incoerenza logica.

Vediamo perchè: tanto s’è detto e tutt’oggi il potere delle nazioni forti cerca ancora di insabbiare una verità che ormai è lì e non può più essere nascosta.

Partiamo da due domande basilari: qual è il motivo del cedimento del blocco superiore delle torri gemelle? E qual è la causa del totale cedimento strutturale?

La prima teoria ufficiale, quella del “pancake”, che a mio avviso, già con il nome che le è stato affibbiato, deride tutti gli studi della fisica, non ha nessun fondamento: in pratica, il blocco superiore dei grattacieli, a causa del forte calore, ha iniziato a cedere, facendo distaccare le travi del pavimento dalla struttura esterna. Da qui un cedimento progressivo a cascata di un piano sull’altro, a mo’ di pancake.

Ed è proprio su questo punto che non ci siamo: come ha potuto collassare la parte centrale delle torri? E’ appurato che il calore sviluppato dal carburante degli aerei è pari alla metà di quello che occorre per fondere l’acciaio, quindi non sufficiente per far distaccare le traverse dei pavimenti dal perimetro esterno.

Per saltare l’ostacolo si iniziò a parlare di “ammorbidimento dell’acciaio”, che inizia ad espandersi, si indebolisce e cede.

Riassumendo: ufficialmente, non più le traverse dei pavimenti, bensì l’insellamento delle stesse porta a tirar giù le colonne portanti, fino al punto di rottura, il tutto dovuto anche al distaccamento delle protezioni antincendio dall’acciaio.

Peccato che:
1- non esistono prove della rimozione delle protezioni in questione: tant’è che la struttura dei grattacieli è elastica e assorbe gli impatti ondeggiando, non vibrando. Perchè avrebbero dovuto staccarsi?
2- non sono state appurate temperature così alte da indebolire l’acciaio, che vi ricordo fonde a 1530° C e si ammorbisce a temperature superiori ai 600° C.

impatto-aerei

Le prove che ha dato il Nist, National Institute of Standards and Technology, ente incaricato dal governo americano di condurre le analisi sull’accaduto, non rilevano sui campioni analizzati calore maggiore ai 250 gradi, meno della metà che occorre anche solo per indebolire la compatezza dell’acciaio.

Ulteriori conferme che smontano questa panzana:
1- l’incendio alla torre Nord si verifica tra il 93esimo e il 98esimo piano; un ingegnere al 91esimo sta leggendo le sue mail, sente un botto forte, alcuni oggetti traballano, ma il pc rimane funzionante e nulla si rompe: Steve McIntyre era poco al di sotto del punto di impatto. L’edificio, quindi, ha assorbito l’urto.

2- In quella sud sedici persone attraversano la zona dell’incendio scendendo dal novantunesimo piano (sottolineo che una delle tre scale era agibile, a differenza della torre nord, dove chi si trovava al di sopra dell’impatto non ha avuto vie di fuga). Tra il 91esimo e l’81esimo la scala attraversa il centro della torre, quindi se ci fossero stati oltre seicento gradi nessuno sarebbe riuscito a transitarvi. Al piano 74 testimoni riportano condizioni normali, con aria fresca e luci funzionanti.

3- le telecamere ad infrarossi della torre Nord alle ore 9.18.49, a mezz’ora dall’impatto aereo, segnano all’interno una temperatura minore di 100 gradi, lo stesso in quella sud.

Anche ipotizzando una fantomatica insellatura delle traverse, va a capire poi come, le stesse non avrebbero potuto tirare e spezzare le colonne portanti: proprio perchè deboli non possedevano sufficientemente forza per portare a rottura la struttura esterna, che sosteneva circa il 40% del peso totale. L’espansione termica è un’ipotesi che non può reggere.

Il NIST scrive nel rapporto che gli eventi fra l’impatto iniziale e l’inizio del crollo è una sequenza inevitabile, senza dimostrarlo!

Ovviamente! Come possono? Andando contro le leggi della fisica?

Partiamo dalla Terza legge di Newton: ad ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria: due forze che si scontrano non si sommano fra di loro, ma si ANNULLANO a vicenda. Quindi se il blocco superiore della torre spinge su quello inferiore, troverà una forza equivalente: ciò vuol dire che i due blocchi in questione si danneggeranno in egual misura, infatti l’energia viene trasformata in deformazione fisica, o danno, e dopo l’intero sistema va in riposo.

Trattasi di un concetto di fisica elementare, di base, che insegnano al liceo. Se la fisica è scienza e non un’opinione, a pari blocco superiore doveva corrispondere un uguale collasso inferiore e non totale.

Supponiamo invece ora che la parte superiore avesse energia sufficiente da distruggere tutto l’edificio: la velocità del crollo non torna, in quanto raggiunse quasi quella della caduta libera!

Siamo di fronte ad un’altra chiara violazione della seguente legge fisica: “Principio di conservazione dell’energia”, la quale asserisce che il totale dell’energia all’interno di un sistema chiuso rimane invariato.

Come dicevamo prima, l’energia può mutare, trasformandosi da movimento a deformazione fisica, ma solo se diminuiscono entrambe le velocità. Un esempio chiaro, della conservazione dell’energia, è quello della caduta libera, in cui l’unica forza applicata è la gravità: l’energia potenziale del corpo si trasforma in energia verticale, poichè sul suo cammino trova via libera; ma sappiamo tutti che la velocità diminuisce quando incontra ostacoli, in quanto permette ad una parte dell’energia cinetica la sua distruzione fisica.

Le torri gemelle sono crollate in circa 10-12 secondi: tenete conto che la velocità di freefall di una palla da biliardo, posta alla stessa altezza, ci avrebbe impiegato 9,22 secondi, senza incontrare ostacoli, quindi senza un grattacielo al di sotto; è evidente che la struttura non poteva continuare a tenere la stessa velocità a caduta libera e contemporaneamente rompersi in mille pezzi, disintegrarsi, semplicemente perchè non c’era energia sufficiente per fare entrambe le cose.

Study of Judy Wood -  mechanical Engineer - Clemson University
Study of Judy Wood –
mechanical Engineer – Clemson University

I blocchi superiori non avrebbero potuto in alcuna maniera vincere la resistenza di ottanta mila tonnellate di edificio, ancora in perfette condizioni.

L’unico modo per poter raggiungere quella velocità è la rimozione dell’intera struttura centrale/verticale delle torri: l’accelerazione nel crollo si giustifica solo con l’utilizzo di esplosivi precisi, calcolati in precedenza, secondo una sequenza e collocazione ben determinata.

Una demolizione controllata, nè più, nè meno: la simmetria dei crolli ha davvero dell’incredibile!

Quel maledetto giorno è colmo di interviste e registrazioni radio dei vigili del fuoco, che confermano svariate esplosioni all’interno delle torri, non considerando ulteriori testimonianze che constatano deflagrazioni avvenute nei sotterranei, poco prima dell’impatto aereo. Chissà come mai non furono inserite nel Rapporto della Commissione di Indagine sull’undici Settembre.

E il World Trade Center 7? Anche quest’ultimo implode improvvisamente su se stesso, pur non avendo danni strutturali interni…

Dopo i continui attacchi alle teorie ufficiali su 9/11, lo stesso NIST ha riconosciuto di non avere una spiegazione valida per il completo collasso delle Torri Gemelle, concludendo così: “we are unable to provide a full explanation of total collapse”, risposta datata 27 settembre 2007, al riguardo dei mille interrogativi di ricercatori e scienziati, in nome della correttezza dell’informazione, in nome della verità, in nome della giustizia.

Non entro nel merito degli interessi politici e monetari di questo episodio, che ha cambiato il corso della storia e degli assetti in Medio Oriente; così come questo ormai famoso File 17, che aspettiamo di capire se sarà desecretato, dove comparirebbero gli svariati mandanti di questa operazione mondiale.

Siamo solo dei burattini in mano ai potenti, ma ritengo ancora liberi di pensare e comprendere che qui stiamo parlando di inganno globale.

@Blogjuls

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