E’ ora di mettere da parte il divino “caro” Kara.

Appena rientrata dalla Palestina e costretta a subire la solita solfa mediatica sulle dichiarazioni del vice ministro della Cooperazione regionale di Israele Ayooub Kara, del partito del premier Benyamin Netanyahu.

Il signore in questione, con la sua delegazione israeliana, si trova in Vaticano, a Roma, proprio mentre il centro Italia subisce l’ennesima scossa di terremoto.

E’ qui per uno scopo, ovviamente: ottenere il sostegno della Chiesa per opporsi alla decisione dell’Unesco, presa a Parigi il diciotto ottobre, la quale adotta una mozione di risoluzione su Gerusalemme, a protezione del patrimonio culturale palestinese.

In pratica la moschea Al-Aqsa manterrà solo il nome islamico e non quello ebraico, Monte del Tempio. A causa di ciò le tensioni, comunque sempre alte sulla divisione e condivisione dei luoghi sacri alle tre religioni, si accendono ancor di più.

Muro del Pianto e Moschea Al-Aqsa
Muro del Pianto e Moschea Al-Aqsa

Il testo dell’Unesco è stato approvato da ventiquattro paesi, respinto da Estonia, Germania, Gran Bretagna, Lituania, Olanda e Stati Uniti. Gli astenuti sono 26, compreso il nostro paese.

Ed ecco che appena accaduta la sciagura italiana, la dichiarazione di Kara risulta quanto meno sconcertante: “Il terremoto? Una punizione divina all’Italia per essersi astenuta alla votazione dell’Unesco sulla Città Vecchia di Gerusalemme”…

Ayooub Kara è avvezzo a fare dichiarazioni controverse: si oppose alla decisione di Ariel Sharon di abbandonare la Striscia di Gaza e al ritiro delle truppe israeliane dal Libano. Inoltre, ha sempre sostenuto con forza l’idea di attaccare militarmente l’Iran.

Ma la chicca su tutte è la seguente: “Israele non può fare la pace con i palestinesi, perché non c’è nessuno con cui fare la pace”.

Ora, considerando i fatti, concordo che la decisione dell’Unesco possa essere stata affrettata e sbagliata: è una storia vecchia questa, di una Gerusalemme che non sarà mai liberata dagli scontri se andiamo avanti di questo passo.

La città è sacra per tutti, che si tratti di ebrei, musulmani, cristiani e atei: per storia, cultura, energia millenaria. Ma è pur vero che il patrimonio culturale e le radici della Palestina stanno scomparendo, sotterrate dai soprusi, dallo scempio di ridurre la popolazione come topi in gabbia, senza libertà di spostamento, schiavi di continui controlli, schedati.

Avete mai visto un documento di identità palestinese? Oltre ai dati classici è d’obbligo che vi sia segnalata anche la religione, perchè c’è differenza se sei un palestinese musulmano o cristiano e molta anche…

Chissà perchè mi pare che non siamo così lontani da quella stella gialla che gli ebrei dovevano portare attaccata al petto.

Oggi Israele ha subìto uno schiaffo internazionale, ma nessuno si è soffermato a riflettere su tutte le botte inflitte, invece, alla popolazione dei Territori Palestinesi Occupati? Quelle non contano?

Un’altra azione che non farà altro che incrementare l’odio e certe dichiarazioni mettono solo in evidenza la mediocrità di esseri che non definerei neppure umani.

Il signor Kara farebbe meglio a non tirare in ballo Dio con noi italiani, perchè Dio non c’entra niente con le azioni rivoltanti degli uomini. Vorrei ricordargli che la nostra astensione al voto non ha determinato il risultato. Se Dio finalmente iniziasse a punire l’umanità intera per i crimini commessi, le guerre, i giochi di potere, non partirebbe certo da noi, di questo ne sono certa.

Il mondo non vuole la pace, teme un accordo fra i fratelli Isacco ed Ismaele, che “insieme” seppellirono Abramo: la guerra permanente è semplicemente un grande affare, un vello d’oro.

@Blogjuls