Gauguin mi affascina molto, forse perchè tutta la sua vita è legata al viaggio e all’avventura…

Paul nasce a Parigi nel 1848 e quando ha solo un anno la famiglia decide di trasferirsi a Lima, presso i parenti materni. Nel 1855 rientra nella capitale francese, proseguendo gli studi.

Ormai ragazzo, è fortemente attratto dal mare: arruolato in marina si imbarca come allievo pilota su una nave mercantile diretta in Brasile.

A ventitrè anni decide di diventare agente di cambio e nel 1873 sposa Mette Sophie Gad, una donna danese, da cui avrà cinque figli. È solo in questo periodo che inizia a dedicarsi ad una nuova passione: la pittura da autodidatta.

Scena d’interno – Rue Carcel – 1881

Frequenta i circoli culturali parigini e conosce Camille Pissarro nel 1875, avvicinandosi alla corrente impressionista.

Nature morte à la Mandoline – 1885

Nel cosiddetto periodo parigino, compreso tra il 1873 e il 1883, Paul dipinge per diletto: pur aderendo ai canoni dell’Impressionismo non ne condivide lo stile; i colori usati sono tipici dell'”impressione”, ma l’attenzione che pone alla figura è estrema. Lavora con costanza alle sue opere, ma non raggiunge mai quel dinamismo cromatico tipico dei pittori impressionisti.

Les Lavadières à Pont-Aven – dit aussi – Lavandières au molin – Simonou – 1886

La famiglia Gauguin decide di trasferirsi in Danimarca, a Copenhagen e Paul fa fatica a sbarcare il lunario: in campo artistico le sue opere restano invendute…

Alberi e figure sulla spiaggia – 1887

La borsa di Parigi crolla nel 1883 e rimane senza lavoro: inizia a viaggiare per la Francia, in cerca di lavoro ed un colpo di fortuna che tarda ad arrivare; decide così di partire alla volta di Panama, per lavorare alla costruzione del canale e soggiorna anche sull’isola di Martinica. Moglie e figli restano in Danimarca, praticamente abbandonati al loro destino.

Les Alyscamps – 1888

Gauguin lancia nuove ricerche attraverso il viaggio, con l’intenzione di superare la pittura degli impressionisti, oltre l’incanto visivo e sensoriale. Crede fermamente nel rapporto indissolubile dell’uomo con la natura, senza contaminazioni culturali, nè religiose.

Donne nel giardino d’ospedale – 1888

Rientrato in Europa, si trasferisce in Bretagna, a Pont Aven, nel 1886: è da qui che studia il primitivo, in un luogo ricco di suggestioni, carico di leggende e tradizioni antiche.

Conosce Emile Bernand e i due danno vita ai primi esperimenti di una corrente in gestazione, il cloisonnisme: le figure sono delineate con contorni forti e scuri.

Autoritratto dedicato a Vincent Van Gogh – Les Misérables – 1888

Il mercante d’arte Theo Van Gogh, attratto dal suo stile unico, lo ingaggia con uno stipendio fisso in cambio di un quadro al mese, e, poco dopo, gli offre dimora gratis in Provenza, presso il fratello Vincent.

Mai scelta risulta così sbagliata: i due più che l’amicizia condividono la passione per la pittura e nient’altro: litigano in continuazione ed è in una di queste occasioni funeste che Vincent si taglia un orecchio con un rasoio, anche se rimangono forti dubbi che possa essere stato lo stesso Paul a procurargli tale ferita.

Portrait de l’artist – au Christ jaume – 1890-1891

Arriviamo al 1891: preso dalla sua inarrestabile irrequietezza e voglia di viaggiare decide di partire alla volta di Tahiti, convinto di restarci per sempre; due anni dopo, però, ritorna a casa, squattrinato e pieno di debiti, lasciando una compagna di soli 13 anni e un bimbo appena nato.

Donne di Tahiti sulla spiaggia – 1891

Passano solo due anni, vende alcune opere e torna nei mari del Sud, trasferendosi ad Hiva Oa, nelle Isole Marchesi.

Arearea – dit aussi – Joyeusetés I – 1892

Paul Gauguin segna il sentiero che corre verso un mondo primordiale, un paradiso terrestre di bellezza naturale, animato da colori e creature affascinanti. La Polinesia influenza le sue opere in modo profondo: luoghi incantati e soprattutto distanti dai canoni europei.

Ta Matete – Il mercato – 1892

Muore la prospettiva, per dar vita a forme e colori che irradiano sensazioni pure, di libertà e radici dell’esistenza vera e propria: “Il colore puro. Bisogna sacrificargli tutto”.

La siesta – 1892-1894

I suoi quadri sono donne libere e selvagge, d’essenza primitiva, inserite in un contesto privo di costrizioni sociali o vincoli.

Te arii vahinè – la donna regale o dei Manghi – 1896

La donna dei manghi è «una regina nuda, sdraiata su un tappeto verde, una serva coglie dei frutti, due vecchi, accanto al grosso albero, discutono sull’albero della scienza; fondo di spiaggia; questo leggero schizzo tremolante ve ne darà solo una vaga idea. Credo di non aver mai fatto con i colori una cosa di tanto grave sonorità.”

“Aha oe feii?”, Come, sei gelosa?, ritrae due donne nude distese sulla spiaggia.

Aha oe feii, Come, sei gelosa? – 1892

I tratti delle protagoniste sono seducenti, la natura circostante mostra un universo così lontano dall’Europa, un ambiente rurale senza pudore nè vergogna.

Tre tahitiani è un dipinto unico, in cui Gauguin vuole esplicitamente ritrarre l’ambiguità del genere umano, raffigurando i mahu, uomini hawaiani allevati come femmine, che vivono la loro vita come donne a tutti gli effetti.

Tre tahitiani – 1899

A questo periodo appartengono alcuni dei suoi quadri più celebri come Manao Tupapau e Nevermore, un dipinto con un esplicito riferimento all’opera Il corvo di Edgar Allan Poe.

Manao Tupapau – Lo spirito dei morti veglia – 1892

La sua visione pittorica si astrae sempre più, il colore si appiattisce, rinunciando a luci, ombre ed effetto prospettico: prende vita il cloisonnisme, bordature nette e compattezza di colore.

La personale concezione del mondo di Gauguin apre la strada ai pittori nabis, al Simbolismo e Fauvismo, all’Art Nouveau e la pittura del Novecento, per la libertà compositiva sempre in primo piano.

All’ingresso della sua casa alle Marchesi, la “Maison du jouir”, casa del piacere, vi scrive in lingua maori “Te Faruru”, qui si fa l’amore, decorandola con pannelli in legno scolpiti con la scritta: “Soyez amoureuses, vous serez heureuses”, siate innamorate, sarete felici…

L’uomo Gauguin è romantico, impetuoso, libero nell’opera e nella vita: nessun condizionamento sociale lo contagia; ha molte amanti e le ama tutte…

Due donne tahitiane – 1899

“Era alta di statura e il fuoco del sole brillava sull’oro della sua carne, mentre tutti i misteri dell’amore dormivano nella notte dei suoi capelli”.

Muore di sifilide a soli 55 anni: una vita breve, seppur vissuta intensamente.

“Innanzi tutto, l’emozione!”

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4 commenti

  1. Come uomo, Gauguin era un egocentrico totalmente irresponsabile. Ma come pittore mi piace un sacco, specie per i suoi gialli, più caldi e ambrati rispetto a quelli del suo amico Vincent, persona molto, ma molto, più seria e a modo di lui. Le sue donne sono carnali, soffici, ma non davvero sexy, manca il calore dello sguardo, del sorriso solare.

    • Ciao Fabricio! Concordo con te, Gauguin è un uomo egocentrico e profondamente egoista…
      Per quanto riguarda le donne ritratte, effettivamente, ad una prima osservazione, sembra manchi loro la sensualità… Ma, ovviamente, ognuno di noi recepisce sensazioni e pensieri in base al contesto sociale in cui cresce. Io queste donne polinesiane, nonostante la compostezza, le labbra chiuse ed una certa staticità, ci vedo comunque un sorriso, lo recepisco nell’espressione del volto e negli occhi e adoro questo senso di libertà che aleggia sulla tela…

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