Mi avvicino  
e resto lontana  

   Muri di rovi e spine  

Mi sei entrato dentro  
e adesso toccherà strapparmi il cuore  

   per uccidere quest’amore

2 Commenti

  1. Con pochi, precisi, incisivi versi racconti una storia che capita spesso. Bisogna talvolta domandarsi come si forma realmente quel muro di rovi e spine..capita anche che siamo noi stessi a crearcelo, mentalmente, per tema di una futura sofferenza. E così facendo rendiamo attuale ciò che, forse, sarebbe accaduto in futuro.
    Mi hai richiamato alla mente una poesia di Drummind de Andrade, che ho recitato tempo fa…non strapparti il cuore…non ti uccidere..

    Non t’uccidere

    Carlos, calma, l’amore
    è questo che vedi:
    oggi baci, domani non baci
    dopodomani è domenica
    e lunedì nessuno sa
    cosa sarà

    Inutile resistere
    o anche suicidarsi.
    Non ti uccidere, oh, non ti uccidere
    conservati tutto per
    le nozze che nessuno sa
    quando verranno
    se verranno

    L’amore, Carlos, tu tellurico
    la notte è passata dentro di te
    i rimossi si sublimano
    là dentro un rumore ineffabile
    preghiere
    grammofoni
    santi che si segnano
    pubblicità del sapone migliore
    rumore che nessuno sa
    di cosa, per cosa

    E intanto tu cammini
    malinconico e verticale.
    Tu sei la palma, tu sei il grido
    che nessuno ha sentito nel teatro
    e le luci tutte si spengono.
    L’amore nell’oscuro, no, nel chiaro
    è sempre triste, figlio mio, Carlos
    ma non dire niente a nessuno
    nessuno sa né saprà.
    Non ti uccidere.

    Drummond de Andrade

    1. Vero Fabricio, siamo noi stessi a creare quel muro di rovi, vuoi per paura, vuoi per scelta vigliacca, vuoi per indecisione…
      Ammetto di essere davvero ignorante e non conoscevo questo pezzo di De Andrade, splendido e toccante.
      Non ti uccidere, non dire niente a nessuno e nessuno saprà: quasi profezia dei tempi moderni.
      Un abbraccio, Juls

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