Il tracciato, fatto di innumerevoli casuali intrecci, inizia all’origine di tutto. È il caso lega, inaspettatamente, due rami dell’intreccio. Solo a que punto si può risalire nel tempo a come si è compiuto quel incontro. Nulla è fissato da sempre, tanto meno lo è per sempre., salvo il fatto che ciò che è stato è stato. Lo so che non sarai mai d’accordo 🌹
Ciao Fabricio, infatti non sono d’accordo 😅😅😅
Non ho mai creduto al caso, le coincidenze per me non esistono: c’è un disegno ed un motivo per tutto…
Ti lascio con questo meraviglioso scritto:
“Amore a prima vista”
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
Wisława Szymborska
Stupenda poesia, ma non mi sembra che parli di un disegno, parla di un caso che va e viene, ci gira intorno e talvolta c’è contatto. Come fa capire la stessa Szymborska in questa poesia…
Ogni caso
Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
Wislawa
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio..
🌹
Bellissima poesia Fabricio, che tra l’altro non conoscevo… Grazie!
Per quanto riguarda quella pubblicata da me io invece credo che la Wisława parlasse proprio di destino: “Li stupirebbe molto sapere che già da parecchio
il caso stava giocando con loro…” “Ogni inizio infatti è solo un seguito”: io ci vedo il destino, ma direi che l’interpretazione è sempre molto personale 🌹🌹🌹
Avrai sicuramente i tuoi motivi per non accettare che sia il caso a creare l’ordito delle nostre vite, e preferire un destino preconfezionato. Ma, guarda caso, Wislawa usa sempre la parola caso. Ma sono lieto che il caso ci dia occasione di confrontare le nostre idee quasi sempre contrastanti …buona serata, Giulia🌹
Ne sono lieta anch’io Fabricio, il confronto è sempre costruttivo…
Io credo che il destino non sia totalmente preconfenzionato: lo vedo come un albero, il cui tronco è un passaggio obbligato, prestabilito, qualsiasi percorso si intraprenda, ma la scelta di prendere una diramazione o un’altra di tutti quei rami che sono su in alto è sempre dettata dal libero arbitrio.
Buona giornata a te 🌹
Il tracciato, fatto di innumerevoli casuali intrecci, inizia all’origine di tutto. È il caso lega, inaspettatamente, due rami dell’intreccio. Solo a que punto si può risalire nel tempo a come si è compiuto quel incontro. Nulla è fissato da sempre, tanto meno lo è per sempre., salvo il fatto che ciò che è stato è stato. Lo so che non sarai mai d’accordo 🌹
Ciao Fabricio, infatti non sono d’accordo 😅😅😅
Non ho mai creduto al caso, le coincidenze per me non esistono: c’è un disegno ed un motivo per tutto…
Ti lascio con questo meraviglioso scritto:
“Amore a prima vista”
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
Wisława Szymborska
Stupenda poesia, ma non mi sembra che parli di un disegno, parla di un caso che va e viene, ci gira intorno e talvolta c’è contatto. Come fa capire la stessa Szymborska in questa poesia…
Ogni caso
Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
Wislawa
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio..
🌹
Bellissima poesia Fabricio, che tra l’altro non conoscevo… Grazie!
Per quanto riguarda quella pubblicata da me io invece credo che la Wisława parlasse proprio di destino: “Li stupirebbe molto sapere che già da parecchio
il caso stava giocando con loro…” “Ogni inizio infatti è solo un seguito”: io ci vedo il destino, ma direi che l’interpretazione è sempre molto personale 🌹🌹🌹
Avrai sicuramente i tuoi motivi per non accettare che sia il caso a creare l’ordito delle nostre vite, e preferire un destino preconfezionato. Ma, guarda caso, Wislawa usa sempre la parola caso. Ma sono lieto che il caso ci dia occasione di confrontare le nostre idee quasi sempre contrastanti …buona serata, Giulia🌹
Ne sono lieta anch’io Fabricio, il confronto è sempre costruttivo…
Io credo che il destino non sia totalmente preconfenzionato: lo vedo come un albero, il cui tronco è un passaggio obbligato, prestabilito, qualsiasi percorso si intraprenda, ma la scelta di prendere una diramazione o un’altra di tutti quei rami che sono su in alto è sempre dettata dal libero arbitrio.
Buona giornata a te 🌹