Di tutto il male
       e di quelle ferite curate con il sale
tu non sei lo squarcio più grande

Tu sei un taglietto
       un pò di sangue che esce lento e denso
che sporca la pelle di delusione

Cosa vuoi che sia per me
        il tuo pugno nello stomaco
o l’ennesima caduta nel vuoto

Cosa vuoi che sia per me
       un’altra pugnalata
solo un dolore di breve durata

        Io ci sono abituata

       
@Blogjuls 17 Aprile 2019

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8 commenti

  1. Questa poesia è un capolavoro. Ma più che altro, fa arrabbiare. Non mi piace, questa donna ricoperta di cicatrici, ormai insensibile ai colpi, rassegnata…mi piacerebbe piuttosto sapere quanti cadaveri hai seminato lungo il tuo viaggio, quante teste hai mozzato, quanti testicoli gettato nel cassonetto dell’organico…aspetto la prossima poesia!🌹

    • Tanti sono i cadaveri seminati lungo il viaggio, direi quasi tutti…
      Ma nonostante il farli fuori resta il dolore, la delusione, il disincanto.
      Alla prossima poesia sì, Fabricio, grazie come sempre 🌹

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