Icona di stile ed eleganza tutta italiana, l’uomo che ha capovolto i canoni della moda: Giorgio Armani.

Una vita d’avventura e duro lavoro ricamata di genialità: leader si nasce, non serve essere ricchi! Classe 1934, piacentino, approda nel mondo della moda dal basso, come vetrinista e poi buyer per la Rinascente; assistente alla fotografia per un’agenzia di moda è solo nel 1964 che si presenta la prima vera occasione di mostrare al mondo le sue capacità stilistiche, disegnando una collezione per Nino Cerruti.

Incoraggiato dal compagno e socio Sergio Galeotti, Giorgio si mette in proprio e apre la sua azienda il 24 luglio 1975 lanciando una linea di prêt-à-porter per uomo e donna, cambiando per sempre la moda italiana, con un’impronta all’avanguardia, un’eleganza mai scontata di nuove volumetrie.

Il 1980 segna la sua più grande rivoluzione: le giacche “destrutturate”, finalmente forme comode e libere da impalcature ingombranti.

Il suo stile diviene immediatamente riconoscibile, addatto alla vita quotidiana con quel tocco di classe in più. Chi non ricorda il film American Gigolò con la famosa scena in cui Richard Gere prova giacche e camicie a ritmo di musica?

Nel 1982 la rivista Time lo mette in copertina, onore concesso solo a Cristian Dior 40 anni prima. Nel 1983 il Council of Fashion Designers of America lo premia come “Stilista internazionale dell’anno”. Commendatore della Repubblica nel 1985, Gran Cavaliere nel 1987. E potrei continuare all’nfinito…

Che cos’è lo stile? Giorgio Armani: “È una questione di eleganza, non solo di estetica. Lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. È trovare la novità e l’invenzione senza ricorrere alla stravaganza. È gusto e cultura”.

Il 2005 è l’anno del debutto parigino con Armani Privè e l’ingresso nella Haute Couture: momento che sancisce in modo indelebile la conquista della passerella più importante nella storia della moda.

Nel 2015 in occasione dei 40 anni della casa di moda, Re Giorgio inaugura il suo museo milanese, Armani Silos, con sede nell’ex area Nestlé di via Bergognone, la stessa via in cui si trova la maison: uno spazio incredibile, un tuffo negli annali della moda, un richiamo alle radici sartoriali di una cultura prettamente italiana.

Giorgio Armani

Pensando al futuro della sua azienda nel 2016 avvia una Fondazione a suo nome. “La Fondazione assicurerà nel tempo che gli assetti di governo di Armani si mantengano stabili, rispettosi e coerenti con alcuni principi che mi stanno particolarmente a cuore e che da sempre ispirano la mia attività di designer e imprenditore. Con questa scelta all’insegna della continuità, garantita dalla Fondazione e dai miei eredi, voglio innanzitutto rassicurare tutte le persone del Gruppo Armani che lavorano con lealtà e passione confidando sempre nella mia persona e al contempo tutti coloro che hanno contribuito al pluriennale successo dell’azienda e per i quali avrò sempre una sincera gratitudine”.

“Sono un perfezionista cronico”

Oggi, 4 settembre 2025 ci lascia un grande uomo per il quale ho lavorato molti anni e per cui nutro profonda stima: un uomo che ha dedicato una vita intera allo stile; un uomo che quando entrava in azienda al mattino presto salutava tutti, dall’addetto alle pulizie fino al cliente impaziente di scattarsi un classico selfie…

“L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”. Grazie #giorgioarmani

@Blogjuls

2 commenti

Lascia un commento

Per favore scrivi il tuo commento
Per favore scrivi il tuo nome qui