Il principe dei sogni: Prince.

Non esistono addii indolore, ogni commiato lascia un vuoto riempito solo da quel che resta: ricordi cuciti addosso, trame di parole e melodie che hanno segnato la storia della musica.

Prince, artista anticonformista, ci ha lasciato. Mi piace pensare che sia in compagnia del Duca, a scrivere canzoni, considerando l’idea di un duetto memorabile…

Inutile elencare la miriade di successi che hanno contornato la sua carriera; non voglio neppure entrare nel merito di fare supposizioni sulla sua morte e l’alone di mistero che circonda la sua dipartita.

Come nel caso di Bowie troppo e niente è stato detto: credo che a volte si scriva giusto per riempire due paragrafi e pubblicare qualcosa.

Personalmente non sono mai stata una sua fan accanita e ritengo anche di non conoscere a fondo tutta la sua discografia.

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Quel poco però che ho avuto modo di apprezzare mi ha lasciato senza parole, in termini musicali, ma, soprattutto, di personalità: unica, inimitabile, autonoma, priva di condizionamenti dettati dalla società in cui viviamo.

Icona dell’intrattenimento, artista che non ha mai nascosto il suo pensiero sulla politica, lo star system, la ricerca di indipendenza creativa dalle lobby musicali, all’interno delle quali sei solo un numero, uno schiavo, un burattino.

Il suo intento è stato quello di rompere gli schemi, le barriere politiche e di razza: contro la discriminazione intersezionale, contro la bollatura delle persone in etichette, contro il controllo da parte delle case discografiche.

Come dimenticare la scritta “slave” sulla guancia durante le sue esibizioni?

Già nel 1981, la sua canzone “Ronnie talk to Russia” è un evidente incitamento al presidente Reagan per trovare un’intesa con lo stato russo, aprire un varco attraverso il dialogo, “before it’s too late, before they blow up the world”, prima che sia troppo tardi, prima che il mondo salti in aria”.

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Prince è un artista scomodo ai più, perchè si è esposto in prima persona trattando argomenti caldi: le scie chimiche, che avvelenano il mondo lentamente, i sistemi di controllo sulle persone e i poteri occulti del Nuovo Ordine Mondiale.

Un guerriero è caduto, libero nell’amore e nel pensiero: una vita al di fuori del compromesso.

‘If it was just a dream… Call me’