Il Presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Boeri dichiara nel rapporto annuale: “Bisogna dire la verità agli italiani: senza immigrati l’Inps crollerebbe; chiudere le frontiere significherebbe una manovra economica in più ogni anno”.

Secondo la stima dell’INPS gli immigrati nel nostro paese produrrano circa settanta miliardi di contributi nel prossimo ventennio. Se questi ultimi fossero azzerati andremmo incontro ad una perdita contributiva di 73 miliardi, con un netto negativo di 38 miliardi per le casse della previdenza sociale, pur considerando ben 35 miliardi in meno di prestazioni destinate agli immigrati.

Ora mi chiedo: ma di fronte a quale quadro distopico, surreale, ci ritroviamo?

Qui si offende l’intelligenza del popolo: nel nostro paese si stimano oltre sei milioni tra disoccupati e lavoratori saltuari e questa cifra è nettamente superiore al numero degli immigrati che vi lavorano “regolarmente”, pur considerando una stima futura in proporzione. Quindi, per quale oscuro motivo non si mette a punto un piano speciale, non si stanziano risorse, per gli italiani senza lavoro?

L’Istat conferma cinque milioni di cittadini stranieri in Italia: gli occupati svolgono mansioni non qualificate e con stipendi bassi, solo la metà è in possesso del diploma: l’effetto che ne consegue è l’abbassamento degli standard qualitativi e lavorativi per l’intera società e, soprattutto, tanto, troppo, lavoro in nero, che non porta nè contributi nè entrate nelle casse statali.

I dati di Tito Boeri sono stati confrontati con quelli dei costi sostenuti dall’Italia per gli immigrati e il rapporto spese-benefici è passivo. Questo non lo dichiariamo? La situazione va analizzata nella sua interezza e le informazioni devono essere complete, non parziali.

Il rapporto inps fa acqua e da tutte le parti! Perchè se la matematica non è un’opinione, siamo noi la salvezza! Siamo noi che dovremmo essere incentivati e supportati, attraverso assunzioni e lavoro stabile, in modo da non ritrovarci da qui a poco senza forza lavoro.

Bisogna investire, sostenendo i giovani, permettendo loro un rapido accesso al mercato del lavoro, promuovendo la maternità, con interventi concreti e non attraverso dei modici e saltuari bonus.

Con tutto il rispetto per chi entra nel nostro paese con spirito di adattamento e il sogno di crearsi una nuova vita: ma solo in Italia gli immigrati costituiscono una risorsa come sostengono i dati dell’INPS? Perchè se guardo l’Europa, Vienna proprio in questi giorni, ed il confine del Brennero, non sono considerati di certo un capitale economico.

I costi dell’immigrazione sono altissimi e non si tratta solo di prima accoglienza, anche di assistenza sanitaria, istruzione e prestazioni sociali, che spaziano dai sussidi alle abitazioni. Quante di queste spese rientrano allo Stato?

Ho il sospetto che la campana di Boeri sia la prefazione di un libro in cui si scriveranno altri tagli alle pensioni…

@Blogjuls

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11 commenti

  1. Buonasera, Giulia.
    ho letto con interesse il tuo articolo e devo constatare che, forse, non ti è molto chiaro il quadro della situazione nella quale il nostro paese si ritrova. Cercherò di darti qualche informazione in più, se vorrai potrai approfondire per conto tuo.
    Innanzitutto i dati che Boeri (che è il più autorevole presidente che l’Inps abbia mai avuto negli ultimi vent’anni) fornisce sono drammaticamente reali. Non solo è attivo il saldo previdenziale degli immigrati ma anche quello fiscale, dato che l’evasione delle imposte, in Italia, è ad appannaggio quasi esclusivo degli italiani. È attivo in quanto sono molto pochi i pensionati stranieri rispetto a quelli italiani, che in passato hanno goduto di privilegi quali il pensionamento dopo vent’anni di lavoro e il pensionamento di tipo retributivo. È anche grazie a questi privilegi che persone come me, e come te, suppongo, andranno in pensione alla soglia dei settant’anni di età anagrafica.
    Non è vero altresì che gli immigrati sono una risorsa solo per l’Italia, i dati che ha presentato recentemente la Germania e, anche, la Francia sono molto più confortanti di quelli presentati da Boeri. Ma bastava seguire qualche telegiornale per scoprirlo.
    A proposito della qualificazione della manodopera: la maggior parte degli immigrati (soprattutto di quelli che arrivano da paesi in guerra) possiede titoli di studio quali la laurea, il fatto è che loro (gli immigrati) si adattano molto meglio di noi (italiani) a lavori manuali o scarsamente qualificati. E affermare che sia colpa degli immigrati se qualità del lavoro e retribuzioni si siano abbassati è quanto meno fuorviante.
    A proposito dell’intelligenza del popolo: si potrebbe offendere tale intelligenza se il popolo realmente fosse dotato di un’intelligenza da offendere. Ma visti tutti gli episodi di intolleranza che aumentano in modo progressivo nei confronti degli immigrati di tale intelligenza si potrebbe quanto meno cominciare a dubitare.
    Credo invece, ma è una mia opinione e come tale opinabile, che bisognerebbe smetterla di prendersela con il “diverso” ad ogni piè sospinto per cominciare ad assumere un atteggiamento decisamente più creativo, magari dal “diverso” qualcosa lo si potrebbe imparare.
    A proposito dei costi dell’immigrazione: se ti riferisci a quelli sostenuti per sbarcare, assistere e ospitare gli immigrati posso assicurarti che sono soldi che proprio dall’Europa arrivano e dall’Italia vengono gestiti. Casomai sarebbe il caso di imparare a gestirli un po’ meglio e vigilare di più su cooperative (di ogni colore e capeggiate da italiani) che grazie al fenomeno dell’immigrazione si arricchiscono.
    Che altro dirti? Che da una ragazza che ha viaggiato molto (e che sicuramente dai viaggi ha imparato moltissime cose, soprattutto a proposito dello scambio interculturale tra popoli diversi) e che ha doti poetiche e letterarie significative e pregevoli mi aspettavo qualcosa di più e di meglio.
    Un caro saluto,
    Davide.

    • Buonasera Davide, ho letto con attenzione il tuo commento e parto dal fondo: da una ragazza come te mi aspettavo… Sinceramente non so cosa tu abbia recepito dal mio scritto, ma la mia è una analisi obiettiva, che esula dal mio essere. Io non sono contro l’immigrazione, amo le multiculturalità ed è proprio per questo che viaggio molto e cerco sempre di confrontarmi. Detto questo partiamo da: se avessi visto un qualsiasi telegiornale sapresti che… Beh, no, io non guardo il tg, perchè sono fermamente convinta che la maggior parte dell’informazione che ci viene data sia pilotata.
      1 – L’evasione delle imposte è appannaggio italiano, sì, ma quanto appartiene alle multinazionali? Le stesse hanno una tassazione media del 4-6 per cento dell’utile prima delle imposte. Un artigiano? Paga il 50 per cento tra imposte e contributi. Questo non giustifica certo la piccola evasione, ma sono le grandi imprese che andrebbero controllate, le quali si possono avvalere della totale liberalizzazione nella circolazione dei capitali, che dove vanno a finire? Paradisi fiscali! I piccoli commercianti hanno conti off-shore?
      2- La Germania e la Francia hanno presentato dati che tu dici più confortanti. Ma sai dove sta la disparità? Questi paesi attuano programmi totalmente diversi dai nostri: l’investimento tedesco non è lo stesso di quello italiano, anche noi dovremmo garantire più dignità, ma a tutti, non solo agli immigrati.
      3- Non ho affermato che sia colpa degli immigrati se la qualità del lavoro si è abbassata, tutt’altro! E’ colpa di chi li sfrutta, ma pur questa situazione va a discapito non solo loro, ma anche nostro.
      4- Per quanto riguarda l’intelligenza del popolo, si, vi è molta ignoranza, che credo dipenda anche da una cattiva informazione, lavaggio del cervello che crea disagio, scontento e guerra tra poveri. Non facciamo, però, di tutta l’erba un fascio: siamo in tanti a far funzionare il cervello intelligentemente, grazie a Dio…
      5- In Italia per ogni pensionato si contano 1,38 persone attive, un dato basso, che corrisponde a un tasso di occupazione del 61,6 per cento, contro la media europea del 70. L’obiettivo è far crescere questo rapporto tra lavoratori e pensionati all’ 1,5: non ho nulla in contrario a far lavorare ed inserire nel mondo del lavoro chi entra in Italia, ma occorre sostenere anche chi vive qui. Ciò non significa intolleranza, ma valutare una situazione economica e politica in totale trasparenza.
      6- Ti invito a leggere Cottarelli, ex commissario spending review, che spiega benissimo il debito pensionistico, ossia la stima di quanto aumenterà la spesa per le pensioni rispetto al PIL nei prossimi decenni senza variazioni legislative, quindi solo per effetto dell’invecchiamento della popolazione e riforma Fornero: sarà pari a zero. ZERO.
      7- Nessuno, qui più che mai, se la prende con il diverso, credimi. Si analizzano i fatti e i dati, tutti i dati. C’è sempre da imparare e da tutti, ma credo che Boeri stia annaspando e ti spiego perchè: nei dati INPS, la proiezione può anche essere accurata, ma non tiene conto delle contigenze, della politica economica e di quella internazionale e delle variabili tra immigrati e le politiche di riduzione della disoccupazione.
      Grazie per il confronto.
      Notte. Juls

      • Buongiorno, Juls
        io credo che valga davvero la pena di fare qualche chiarimento, in fondo la discussione finora è stata portata avanti in toni assolutamente civili (al contrario di quanto accade in certi blog dove l’insulto è all’ordine del giorno).
        In primo luogo devo dirti che capisco perfettamente le tue buone intenzioni nello scrivere l’articolo che hai scritto, si avverte nelle tue parole tutta la rabbia e la frustrazione – assolutamente giustificati – di un’intera generazione che vede il proprio futuro scappargli dalle mani, e non c’è cosa peggiore per un giovane che vedersi portare via il proprio futuro.
        Il problema è che il tema “pensioni” soprattutto se messo vicino al tema “immigrazione” è troppo complesso per essere trattato in modo esaustivo in una pagina senza correre il rischio di dare spazio ad interpretazioni da parte di chi lo legge. Che è quello che è successo, del resto.
        Perché qualsiasi parola tu metta vicino alla parola “immigrato”, in giorni come questi, dai adito a due possibili reazioni – diametralmente opposte – da parte di chi legge ciò che scrivi. La prima è quella di gettare benzina sul fuoco dell’odio razziale da parte di elementi (che appartengono al popolo bue al quale facevo riferimento nel mio precedente commento) che altro non aspettano se non riaffermare tutti i loro “principi” di sano nazionalismo ed identità nazionale (capeggiati e manipolati da leader di dubbia moralità e levatura intellettuale) a danno del “diverso” dal quale si sentono aggrediti e minacciati.
        Oppure, ed è il nostro caso, di provocare una reazione che si estrinseca in un moto di stizza da parte di chi ne ha un po’ le tasche piene di vedere ribaltare (ma non è ciò che hai fatto tu, ti ho già detto che ho capito le tue intenzioni) sul “diverso” tutta una serie di problemi che appartengono a questo paese (uso la lettera “p” minuscola deliberatamente) da decenni e che andrebbero risolti in modo razionale ed intelligente. Se questo paese fosse guidato da persone razionali ed intelligenti, naturalmente.
        A proposito della riforma Fornero (grazie alla quale io, per esempio, andrò in pensione il 30 settembre 2036, alla veneranda età di sessantanove anni, con quarantasette anni di contributi e dopo aver passato la maggior parte della mia vita lavorativa a fare turni in fabbrica) mi piange il cuore dirlo ma era l’unica riforma possibile data la disastrosa situazione che il governo Monti si è trovato a fronteggiare al momento del suo insediamento. L’unica riforma possibile. Adesso bisognerebbe cercare di “alleggerire” un po’ quella riforma e Tito Boeri, nella sua lungimiranza (ecco, qui sono in totale disaccordo con te) ha proposto modelli per riequilibrare gli scompensi che ci sono, ad esempio tra pensionati d’oro e pensionati che godono di una pensione minima e che con quella pensione non riescono ad arrivare neanche alla metà del mese. Sentendosi rispondere dal governo Renzi di lasciare la materia legislativa in mano a chi era preposto a trattare tale materia. E di “limitarsi” a svolgere il ruolo di presidente dell’Inps. A proposito di Tito Boeri sono assolutamente d’accordo con Fabricio quando lo definisce uomo di visione socialdemocratica.
        A proposito dell’evasione fiscale. Un artigiano pagherebbe di più del cinquanta per cento di tasse se, effettivamente, le pagasse. E pagherebbe comunque meno tasse di un lavoratore dipendente (e su questo, mi dispiace, non ammetto proprio il contraddittorio, tutti i mesi la mia busta paga mi ricorda l’imposizione fiscale alla quale un lavoratore dipendente è soggetto). Ho usato il condizionale perché l’Italia è il paese nel quale l’evasione fiscale da parte dei piccoli evasori (artigiani, commerciati, lavoratori autonomi) è delle più alte non solo in Europa ma in tutto il mondo. E questo anche grazie alla connivenza di chi usufruisce dei servizi prestati da artigiani e lavoratori autonomi. Non voglio credere che tu, almeno una volta nella tua vita, non ti sia mai sentita dire: “con ricevuta fa “tot+Iva”, senza ricevuta non le faccio pagare l’Iva). E questo fenomeno è diffusissimo da tantissimo tempo, ormai, tanto che è entrato a far parte del mal-costume tutto italiano. Tutto italiano, ripeto, perché noi italiani, per un certo tipo di primati, siamo veramente dei campioni. E quindi è per questo che i poveri artigiani o commercianti o lavoratori autonomi “tartassati” non mi commuovono più, ormai. E con questo non voglio dire che le multinazionali non abbiano vita facile, in questo paese, quando si tratta di eludere le imposte ma ci tengo a precisare che i conti off-shore è a persone fisiche che si possono ricondurre. Sempre e comunque.
        A proposito dell’informazione, tu sostieni che quella divulgata dai canali tradizionali sia pilotata. Ma pilotata da chi? E perché? E’ a queste domande che, se vuoi, potrai cercare di dare delle risposte ma nel concreto e non limitandoti a sostenere tesi che riportino a generici complotti da parte di nuovi ordini mondiali che tramano nell’ombra a danno di crede reali i supposti ordini ma che, di fatto, sono reali solamente nella fantasia (scusami il gioco di parole). E a quale tipo di informazione si dovrebbe credere, se quella tradizionale è pilotata? A quella dis-informazione divulgata continuamente a mezzo social forum e che è composta per lo più da fake news, per eswempio? No, io credo che la questione sia decisamente più semplice, la soluzione sta nel leggere le informazioni e poi cercare di approfondire gli argomenti trattati con spirito critico e voglia di approfondire quanto letto e sentito anche confrontandosi con gli altri, che è quello che sta poi accadendo in questo momento, qui, sul tuo blog.
        C’è una cosa che mi preme dire, ed è questa. Che mi piacerebbe che la si smettesse di fare delle differenze, di dire “noi” e “loro”, perché io credo che siamo tutti qui per cercare di contribuire, ognuno secondo le proprie possibilità, al benessere di questo paese. Se vogliamo che questo paese rialzi la testa e ridiventi un Paese.
        E’ ovvio che sono d’accordo con te quando scrivi che per i giovani bisognerebbe investire risorse per trattenere i giovani stessi in questo paese e non farli scappare all’estero (sono padre di una ragazza di quindici anni, la questione mi tocca molto da vicino) ma bisognerebbe farlo senza tirare in ballo argomenti che di questo problema NON sono la causa ma solo il pretesto per scaricare responsabilità.
        E a proposito degli immigrati, Juls. Io sono un uomo molto fortunato. Ho una figlia splendida, una famiglia alla quale sono legato, una casa, un lavoro che mi permette di essere autonomo, indipendente, godo di ottima salute. E quando vedo certe immagini in televisione ho la conferma ulteriore (se mai ne avessi ancora bisogno) della mia enorme fortuna, ci sono decine, centinaia di migliaia di persone che non hanno nulla di quello che ho io. E che forse non l’avranno mai.
        Un caro saluto,
        Davide.

        • Buonasera Davide, ti ringrazio molto per aver dedicato il tuo tempo a rispondermi in maniera così esaustiva: lo apprezzo molto. Sono d’accordo con te: viviamo in un momento in cui è difficile il confronto, in cui tutto viene equivocato non appena si parla di immigrati. Mi duole perfino usare questo termine, che è quello politically correct per la mia categoria di giornalisti, perchè siamo tutti esseri umani, con dei bisogni primari, esseri viventi a cui non dovrebbero essere mai negati i diritti fondamentali.
          Sul tema della piccola imprenditoria è ovvio che la tua affermazione sia giusta, ma pur la mia: grazie al cielo ci sono anche delle persone oneste, che la fattura la fanno! L’ago della bilancia pende dalla tua parte, chiaro: siamo evasori, è fuor di dubbio e nel calderone ci metto anche chi, però, la fattura non se la fa fare. Se imparassimo un po’ di educazione civica e rispetto si vivrebbe decisamente meglio.
          Quando dico che l’informazione è pilotata intendo che è di parte, non è mai completamente libera, vi è sempre un indirizzamento politico e sociale: concordo che bisogna immagazzinare le info e poi documentarsi, ma hai mai pensato a chi non lo fa? A chi non ha il tempo, a chi non ha semplicemente le basi per farlo o non ha potuto adeguatamente aprire la mente al mondo che cambia e agli interessi che gravitano al governo? E’ questo ciò che mi preoccupa di più, il fatto che il popolo pecorone non si ponga domande e non cerchi risposte! Quante volte nei tg assistiamo ad immagini cruente o si da risalto ad alcune notizie piuttosto che ad altre? Questione di palinsesto o di far arrivare alla gente certi messaggi? E’ così che si inaspriscono gli animi, è così che si è creato questo malumore e odio razziale. Io non ho figli Davide, posso solo immaginare quanto tu sia fortunato, ma nel mio piccolo nucleo singolo mi ritengo anch’io baciata dalla fortuna, perchè come dici tu ci sono persone che non hanno nulla eppur sorridono alla vita, nonostante tutto: l’ho visto con i miei stessi occhi, giorno dopo giorno… Gli italiani devono imparare molto ancora, soprattutto l’umiltà. Ciò non toglie comunque che davvero occorre che questo governo venga preso in mano da persone in grado di lavorare e far qualcosa, perchè in questo modo non si andrà da nessuna parte.
          La proiezione di Boeri è corretta, specie per il riallineamento tra le pensioni d’oro e quelle minime. Io non concordo sul fatto che la nostra unica risorsa per non crollare a livello contributivo siano gli immigrati: sì lo sono, ma se guardiamo al numero dei disoccupati “nostrani”, che è nettamente superiore, e si pensasse di attuare piani strategici di incentivazione al lavoro e conseguente riduzione della disoccupazione molto cambierebbe.
          In questo momento ho davanti l’immagine di Concetta Candido e del suo atto estremo: è questa la nostra situazione ed ho molta, molta paura per le generazioni a venire.
          Un caro saluto a te. Juls

  2. Ciò che ha scritto Davide Faloppa lo avrei scritto anch’io. Nella tua risposta esci dal tema per fare critiche che riguardano altri argomenti e non il tema posto da Boeri. Boeri, secondo me, è l’unica persona in Italia che ha davvero una visione socialdemocratica e la espone pubblicamente

    • Buongiorno Fabricio. Io credo che ognuno di noi sia libero di esprimere la propria opinione: io rispetto il pensiero altrui e cerco di comprenderlo. Però non capisco dove sia andata fuori tema nel mio commento, avendo risposto su temi sviscerati da Davide e avendoli evidenziati. Le mie non le definirei critiche, bensì punti di vista. Anch’io ritengo che Boeri sia una persona intelligente, non ho mai scritto il contrario. Semplicemente credo abbia una visione limitata, ma questo è il mio pensiero è può essere opinabile. Ritengo che si possa fare di più in funzione di noi italiani, senza nulla togliere agli stranieri, intendiamoci. Un saluto.

  3. si può assolutamente fare di più per gli italiani disoccupati, se gli italiani lo permetteranno, se al sud le varie mafie lo permetteranno, se la scuola riuscirà a dare quella istruzione utile non a fare concorrenza alla produzione di massa basato sul basso costo del salario, o peggio sui robot. Dobbiamo fare prodotti di alta qualità, perché avremmo il DNA di base storico e artistico per farli, ma ci vuole cultura, scienza, ricerca…non tutti a casa, comunque promossi. Non sono gli immigranti il nostro problema, sono gli italiani e i politici che , purtroppo li rappresentano benissimo. Non c’entrano le multinazionali, c’entra che gli italiani, in piccolo o in grande, sono tutti evasori e sono ben felici di esserlo. Il resto dell’Europa ormai ci sopporta, ma abbiamo ormai la credibilità della Grecia, che falsificò i dati per entrare in Europa. Ciao, Giulia.

    • Ciao Fabricio. Tutto vero, direi verissimo. Effettivamente oltre a tutte le questioni di cui abbiamo già ampiamente discusso non era venuto fuori il discorso mafia e corruzione, che si sa è insito nel nostro Dna, oltre a quello storico e artistico di cui parli tu… Un vero peccato: siamo eccelsi ed eccellenti in moltissimi rami e ci siamo persi cammin facendo in un indotto scolastico che non performa più, che è rimasto indietro rispetto agli standard, si è persa l’unicità della manifattura per produzioni massive, che vanno a scapito della crescita vera. Gli immigrati non sono il problema, no, siamo noi che dovremmo agire e rompere le righe di un sistema che non funziona. Ma sai come si dice? Noi parliamo, parliamo, ci lamentiamo, gesticoliamo e non agiamo!
      Sull’argomento Grecia non mi trovo totalmente d’accordo. Fu Prodi a fare questa dichiarazione, peccato però che ci sia una premessa: successivamente fu lui stesso a dichiarare, nel 2012 a Der Spiegel che “avere accettato l’ingresso dell’Italia nell’eurozona ha creato il precedente per un errore ancora più grande: l’ingresso, due anni dopo, della Grecia”. Come dire che l’Italia aggirò l’ostacolo, mentre Francia e Germania al tempo fecero finta di non vedere e di non sapere… Quindi il “la” l’abbiano dato noi…
      A presto e grazie.

  4. Cara Giulia, non si può paragonare l’Italia alla Grecia, come realtà economica, storica (a parte la Grecia Antica), artistica e anche culturale. L’ Europa senza l’Italia non è Europa, e la Grecia ne fa parte di dolo di diritto, perché è la nostra madre politica e scientifica. Il nostro pensiero è nato lì, proprio come metodo speculativo ed è in quel momento che abbiamo nettamente sopravanzato le meravigliose culture spirituali orientali, sempre stupendamente metaforiche, leggendarie, ma troppo a lungo non scientifiche. Noi abbia deluso l’Europa dopo che siamo entrati, perché non abbiamo fatto nulla per diminuire il nostro debito pubblico, anzi abbiamo cercato sempre di trovare pretesti perché il nostro debito fosse accollato anche agli altri paesi, vedi i none europei che tanto vorremmo…il fatto è che il nostro popolo è profondamente ignorante e lo sono anche coloro che vogliono guidarci. Poi abbiamo menti eccelse in ogni campo, miracolosamente…il nostro DNA si sta sfaldando, ma ha ancora guizzi meravigliosi.

    • Certo Fabricio, non ci sono paragoni di sorta in questo senso. Giusto, l’Italia è l’Italia, con la sua storia e cultura, così come la Grecia, seppur nostra madre antica del filosofeggiare.
      Il mio era un porre l’attenzione al fatto che anche l’Italia non aveva le carte in regola per entrare in Europa, con deficit di bilancio notevoli, che siamo riusciti a superare sul piano formale ed anche perché vi era l’interesse a far sì che entrassimo in eurozona. Ricordo cosa affermò l’allora consulente di Kohl per la politica estera, tal Bitterlich, durante il vertice del 1998 “per favore non senza gli italiani”. Come dici tu l’Italia è l’Europa e viceversa. Ai tempi Kohl si fidò delle dichiarazioni di Ciampi, ministro del tesoro, che assicurava con il governo di Roma di ridurre del 60 per cento il debito pubblico per l’anno 2010. Come sappiamo non andò così…
      Ciao caro Fabricio, un saluto.

  5. Buona notte a voi e grazie “amici di carta”, insieme stiamo scrivendo confronti veri ed essenziali.
    Concludo la nostra riflessione così, con uno scrittore che ho avuto il piacere di conoscere e che ho amato molto…

    “Nella storia e nella vita pare talvolta discernere una legge feroce, che suona “a chi ha sarà dato”, a chi non ha, a quello sarà tolto”.
    Primo Levi

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