Un’altra perdita nel mondo musicale: ci lascia Chester Bennington, cantante dei Linkin Park, a soli 41 anni e tutta una vita ancora davanti. Trovato morto suicida nella sua casa di Los Angeles le autorità confermano il suicidio.

Chester Charles Bennington nasce a Phoenix il 20 marzo 1976, figlio di un poliziotto e di un’infermiera.

I suoi genitori divorziano nel 1987 e Chester sceglie di vivere con il padre. Suo fratello maggiore lo accompagna nel mondo musicale di gruppi come Loverboy, Foreigner e Rush.

L’infanzia difficile e tormentata, animata da molestie sessuali e continui spostamenti da una città all’altra: non riesce mai a crearsi dei punti fermi.

Inizia a fumare marijuana all’età di 11 anni. Con il passare degli anni aumentano i problemi con la droga: anfetamine, cocaina, LSD…

Da adolescente trova conforto nella musica degli Stone Temple Pilots e i Depeche Mode: sono le due band che lo influenzano maggiormente e canta, canta sempre ogni giorno, alternando tonalità alte e voce spesso gridata.

Nel 1993 parte la carriera musicale come vocalist dei Grey Daze, che ottengono una discreta popolarità negli Stati Uniti, pubblicando due album, “Wake Me” nel 1994 e “No Sun Today” del 1996.

Un anno dopo abbandona il gruppo e il suo destino inizia a prendere forma, perchè nel frattempo il gruppo Xero è alla ricerca di un vocalist, avendo Mark Wakefield lasciato il ruolo vacante: Chester fa il provino al telefono e viene definitivamente scelto per entrare nella band.

Nel 1999 gli Xero cambiano nome, “Hybrid Theory”, e registrano Hybrid Theory, grazie al quale riescono a firmare un contratto con la Warner. Ma a causa della quasi omonimia con un gruppo inglese, Hybrid, sono costretti a cambiarlo nuovamente: nascono i Linkin Park, come li conosciamo oggi.

Il 24 ottobre del 2000 esce l’album d’esordio “Hybrid Theory”, con venti milioni di copie vendute in tutto il mondo e singoli passati alla storia musicale come “One step closer” e “In the end”, capolavori del genere nu metal: l’emozione cruda dell’album raggiunge le masse. E “Crawling”? Vende più di undici milioni di copie solo negli USA.

Reanimation arriva nel 2002, Meteora l’anno successivo con i singoli estratti “Numb” e “Somewhere I Belong” e Minutes to Midnight nel 2007, l’album che permette al gruppo di raggiungere la fama internazionale con l’intramontabile “What I’ve Done”.

Due Grammy Awards, svariati disco d’oro e di platino, disco di diamante per Hibryd Theory: nel 2006 Chester è inserito nella classifica dei cento migliori cantanti metal in tutto il mondo.

“One More Light” arriva a maggio di quest’anno, il mese in cui perde il suo migliore amico, il cantante Chris Cornell: “Non posso immaginare un mondo senza di te”…

Cade in depressione e si ritrova di nuovo a lottare contro la dipendenza da alcol e da droga, che lo accompagna da una vita.

“Se non fosse per la musica sarei morto… Cento per cento”, dichiara tempo fa.

La musica ti ha amato ed aiutato, ma forse ieri avete litigato…

Ciao Chester.

“I tried so hard and got so far
But in the end it doesn’t even matter
I had to fall to lose it all
But in the end it doesn’t even matter”

@Blogjuls

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12 commenti

  1. L’assioma “genio e sregolatezza” sembra essere una costante per gli artisti: come se
    per raggiungere le vette prima debbano precipitare nel vortice della depravazione… Pare la nemesi della mediocrità…..

    • Buongiorno Cesare, probabilmente c’è stato un aggiornamento ieri sera del server, che ha causato qualche problema nell’invio dei messaggi e ricezione degli stessi… Come per George Michael ti rispondo allo stesso modo: non sono certa che per raggiungere le vette occora prima cadere necessariamente nella sregolatezza. Quel che è innegabile è che questi artisti, e Chester in particolare, hanno avuto un’infanzia difficile e a tratti tremenda, che ha influenzato poi la crescita e determinati comportamenti in adolescenza e fase adulta. Solo chi è davvero forte riesce ad uscirne, a dimenticare le cose brutte che segnano indelebilmente la vita…

  2. Quello dell’infanzia travagliata è un alibi troppe volte invocato….specie da individui privi di moralità ed autocontrollo…

    • Questo è il tuo punto di vista, che mi trova totalmente in disaccordo… Ogni caso è a sé, sempre: generalizzare non serve e non focalizza il problema. L’infanzia travagliata, specie se si tratta di violenza fisica, segna per sempre. L’autocontrollo diventa difficile da acquisire, non credi? La morale? Quando un bambino subisce soprusi in ambiente familiare quale morale può imparare? Certo si cresce, ma non tutti riescono a salvarsi e a oltrepassare quella cortina di ricordi che ti continuano a uccidere comunque, anche dopo anni, anche mentre dormi, anche quando non ne sei consapevole. Grazie come sempre per il confronto. Buona giornata a te.

  3. L’adulto dovrebbe essere un individuo pensante in grado di distiguere il bene dal male certo è più comodo dare sfogo alle proprie pulsioni dando poi la colpa all’infanzia travagliata….di questo passo nessuno sarebbe più responsabile delle proprie azioni come un’etnia che considera il furto come la
    caratteristica della propria cultura ed in questo è appoggiata da persone con peso politico o religioso….troppo comodo vivere parassitando il prossimo….! Buon pomeriggio Juls…ciao…!

    • Non credo si tratti di non saper distinguere il bene dal male, anzi… È ben diverso: è non riuscire a viver bene, è voler mettere la mente a tacere dai cattivi pensieri… Stai riducendo il tutto a “pulsioni” che in questo contesto non hanno nulla a che fare. L’esempio sulle etnie lo ritengo davvero fuori luogo, e non ha nulla a che vedere con questo argomento: è una tematica che va trattata a se stante. Le responsabilità, in questo caso di Chester, non sono affatto parassitarie come affermi. La sua, di responsabilità, è quella di aver annientato se stesso nell’anima e nel corpo. Altre non ne vedo.
      Ps. Anche supponendo che il rubare sia per “queste etnie”, di cui tu parli, cultura, ciò non toglie che abbiamo delle leggi, il problema è farle applicare al meglio… Ma ripeto, qui siamo fuori tema.
      Ciao!

  4. Certamente io mi sono allargato ma ritengo che la responsabilità individuale travalichi i limiti personali…anche come esempio deteriore per le nuove generazioni e non da adesso ne raccogliamo i frutti… Sta crescendo una generazio di individui privi di senso civico e di qualunque remora
    morale…alcool e droga vanno per la maggiore e per la strada se ne vedono le conseguenze tutti i giorni…c’è da aver paura……
    Buon pomeriggio Juls….ciao !.

    • In questo senso sono assolutamente d’accordo con te: manca il senso civico in toto nelle nuove generazioni, ma come dicevi tu prima, in un precedente commento, l’esempio di vita di un personaggio non può essere l’alibi per questo tipo di comportamento e stile di vita. Ritengo che i giovani d’oggi siano troppo lascivi e noncuranti, ma la colpa è anche di chi li tira su! Limiti e responsabilità, appunto. Nel crescere sta ai genitori il compito di insegnare i valori, il senso civico e quello di libertà, la morale, la condivisione, la giusta informazione. Non solo tablet, cellulari, internet, giochi e vestiti firmati per conformarsi ad una società che non ha più nulla di stabile.
      Termino con una frase di Vittorio Bachelet: “E’ necessario formare i giovani alla responsabilità, alla saggezza, al coraggio e, naturalmente alla giustizia”…
      Grazie Cesare, buon pomeriggio a te.

  5. Mi fa piacere che su un punto ci troviamo d’accordo….prima mi ero un po’ perso d’animo… In fondo tu conosci me più di quanto io conosca te… Infatti tutti i post del mio profilo rappresentano una fedele radiogragrafia del mio pensare… A volte ho paura di rivelarmi troppo e diventare vulnerabile, ma ormai la frittata è stata fatta…ciao !

    • Fa piacere anche a me, Cesare. Ma non bisogna perdersi d’animo, in fondo il confronto è sempre costruttivo, che ci si trovi d’accordo oppure no… È uno scambio che arricchisce, sempre. Mostrarsi per quello che si è ritengo sia la forma più alta di CORAGGIO e di volersi bene, accettandosi per quello che è il nostro essere… Il mio blog è l’essenza di me, quindi come dico nel “chi sono” – se mi cerchi puoi trovarmi esattamente qui –
      Grazie. Buona serata, Juls.

  6. Idem per quanto mi riguarda, il mio profilo
    su G+ è una specie di confessionale emotivo in cui cerco di inserire le riflessioni che spingono per emergere dal subconscio…
    Grazie a te… Fai una notte serena… Ciao !

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