Torinese di nascita e compagna di scuola, ma artista prima di tutto: Simona Bertolotto, o meglio @sissiotto, il suo account Instagram, che l’ha vista debuttare in campo fotografico cinque anni fa e l’ha resa famosa in poco tempo.

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Appassionata di fotografia e delle sue mille sfaccettature, amante della figura femminile e di ciò che sprigiona nella sua vera essenza, Simona inizia a pubblicare i suoi lavori solo per diletto: si avvale di procedure elaborate, che le permettono di trasfigurare, letteralmente, il soggetto e permearlo di significati simbolici.

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Il percorso artistico iniziale trasmette subitaneamente forti contrasti di colore, con immagini di donne degli inizi del Novecento: ritratti eleganti, sensuali, di quella compostezza innata tipica di inizio secolo, dove traspare il senso del pudore, l’estrema dignità e la fiera intelligenza sommessamente nascosta, dettata da un periodo in cui la libertà per il sesso debole è nulla…

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Simona dà vita alle figure in pellicola in modo istintivo, assemblando la leggiadria di un epoca passata con emblemi di forte e travolgente significato: ecco che accanto ad una posa morbida e leggera vediamo una gabbia, un orologio, delle farfalle oppure dei fiori, che rappresentano esplicitamente, seppur tramite metafora surrealistica, il senso di prigionia, l’assenza di indipendenza di pensiero, che affligge le donne in questo contesto storico.

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Campiture che definirei pittoriche nelle sue fotografie, scorrevoli, infuse di trasparenze e luci oniriche, così realistiche e al contempo irreali, profonde e delicate come ali di farfalla.

Le immagini sono spesso riportate su specchio, quasi a definire l’unione di un passato con il presente, una sinergia introspettiva, dove le emozioni e le inquietudini prendono vita come per magia…

L’arte nella sua molteplicità conduce questo giovane talento verso percorsi alternativi: nel 2015 intraprende un nuovo cammino, seppur non mutando il soggetto, che rimane il femmineo; la donna nella sua completezza d’essere, naiade contemporanea, struggente e tenera, sensuale nei suoi ornamenti floreali.

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Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, sempre attenta ai nuovi artisti emergenti, nota subito la bellezza di tali creazioni e le composizioni di Simona vengono pubblicate sulla celebre rivista di moda.

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Scatti giornalieri continui, dettati dall’emozione e dal cuore, per fermare l’attimo, catturare quel fatidico istante che non tornerà più e imprimerlo per sempre nell’immagine appena prodotta: stati d’animo e di coscienza fuggevoli.

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Le figure femminili del 2016, invece, si nascondono, occhi e volto coperti, spaziano in luoghi di fantasia atemporali, fuggono la realtà come anime erranti, come esili e impercettibili presenze.

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Uno stile unico, intenso, di tecnica e pathos insieme: oggi @sissiotto prosegue le sue ricerche viaggiando, cercando nuovi spunti evolutivi, perchè l’esplorazione artistica non ha confini, né barriere.

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Per me la conferma che “il viaggio non finisce mai”…

4 commenti

  1. wow!

    Mi piace leggere scritti e immagini. Mi piace leggere di passioni dove esplorare l’arte, il soggetto.

    Mi piace avere riscontri dei miei sogni che non finiscono mai…

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