Wadi Rum è una valle situata in Giordania meridionale, conosciuta anche con il nome di Valle della Luna: ha avuto origine da un fiume, che ha scavato, nel corso di molti millenni, il suolo sabbioso e roccioso.

On the way to Wadi Rum
On the way to Wadi Rum

Un territorio in cui le popolazioni locali, beduini in maggioranza, vivono per migliaia di anni, sopravvivendo di caccia, pastorizia, agricoltura e commercio: anche i Nabatei si stanziano qui, costruendo diverse strutture ed anche un tempio; si suppone che i primi insediamenti umani risalgano a ben ottomila anni avanti Cristo.

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Questo luogo diviene noto solo quando la gente del posto prende parte alla rivolta araba del re Faisal, combattendo a fianco di Lawrence d’Arabia, tra il 1917 e il 1918, lottando duramente contro le armate occupanti, di nazionalità tedesca e turca.

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Nel capolavoro “I sette pilastri della saggezza” di Laurence ritroviamo molti riferimenti al Rum e le sue gesta sono ormai parte del folklore locale.

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Fino a non molto tempo fa i beduini conducevano ancora una vita nomade all’interno della valle: oggi la maggior parte è stanziale, pur mantenendo origini e tradizioni antiche: dagli abiti tipici alla cucina in forni sotto terra, all’allevamento di capre e dromedari.

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Gente semplice, ospitale, di grande cuore e profondo contatto con la natura circostante…

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E’ solo nel 1988 che il governo giordano dichiara l’intera area zona protetta, riconoscendo, finalmente, l’importanza e l’unicità della storia naturale e culturale del Wadi Rum, con fauna e flora endemiche e rare, dal lupo grigio, alla volpe rossa e all’orice, un’antilope del deserto: viene quindi messo a punto un piano di conservazione del territorio e istruite persone del luogo per la gestione della valle.

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Ad oggi sono stati fatti enormi passi avanti per ripristinare e salvaguardare l’habitat unico di questo deserto, anche attraverso un’informazione mirata e controllando la pressione turistica, notevolmente aumentata negli anni.

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Una location che lascia senza fiato e non a caso è stata scelta per girare alcune delle più singolari scene di pellicole famose, come “Lawrence d’Arabia”, “Pianeta rosso”, per simulare la superficie di Marte del 2000, “Sopravvissuto” del 2015.

Da non perdere il Khazali Canyon con le antiche iscrizioni su roccia; il Rock Bridge; il monte Jebel Rum, la vetta più alta con ben 1754 metri e, infine, il Burrah Canyon al tramonto: una vista drammatica e colori incredibili.

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Arricchite gli occhi di natura, di storia e libertà…

Buon viaggio!

@Blogjuls

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