A volte non ci sono parole per poter descrivere un’emozione…

Altre volte le perdi quelle parole, muoiono sulla punta della lingua, scivolano in gola, si depositano acide nello stomaco e non c’è nulla, niente, che possa farle tornare indietro, a nuova vita.

Le parole accarrezzano, baciano, abbracciano e ti stringono forte, come quando sei triste e amareggiato, come quando sei solo e desolato, ti danno una mano, ti rimettono in piedi, più forte di com’eri ieri…

Poi ci sono anche quelle che ti feriscono, ti fanno sanguinare, fino a che non hai più sangue da buttare, ti uccidono senza timore, con coscienza e livore, son quelle gonfie di vendetta e menzogne, eppur vuote, che pesano più di uno schiaffo, colpiscono forte come un calcio.

A queste parole poi si aggiungono altre parole, son quelle silenziose, che rimangono in fondo al cuore, non hanno suono, urlano però di dolore, amarezza e consapevolezza, chè al mondo si parla non per condividere e comunicare, ma troppo spesso per far male.

Le ho messe sulla bilancia tutte queste parole, ognuna ha la sua forma e il suo peso, che non sempre si traduce in libertà di pensiero, bensì possibilità di scegliere: se ferire e far perire oppure amare e donare.

A noi la scelta, ci sono parole e parole

@Blogjuls

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4 commenti

  1. Tutto vero e ben scritto! Poi ci sono i silenzi, anche loro possono ferire o donare, possono essere duri e penetranti o soffici e carezzevoli …ciao, Fabricio

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