Sebastião Salgado è il più importante fotografo di attualità, le sue foto sono un documentario storico sul nostro pianeta.

Brasiliano di origine, nasce a Aimorés nel 1944, studia economia, ma è solo negli anni Settanta che capisce di essere appassionato al mondo della fotografia.

Erg di Ubari – dune di sabbia senza’acqua dolce, solo laghi salati – area detta Ramla dei Dauada – Libia 2009

Durante alcuni viaggi per l’Organizzazione Mondiale del Caffè, visita il continente africano e comprende che l’unico modo per far conoscere la realtà di queste terre è testimoniare attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica.

Dune di sabbia a Ili Dama – Tadrart – Algeria 2009

Lascia il lavoro, resta tre anni in Africa e nel 1973 realizza un crudo reportage sulla siccità nel Sahel, una fascia di territorio che si estende tra deserto, steppa e savana, che comprende ben sei stati: Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania, Niger e Sudan.

Cattle camp di Kei – I Dinka scelgono i tori per l’accoppiamento e li distinguono fra loro dando una forma diversa alle corna – Sud Sudan 2006
Fiume Tekezé – Etiopia 2008

E’ il trampolino di lancio: il documentario vince numerosi premi e da allora inizia il suo percorso nelle zone impervie del mondo, documentando guerre e carestie, miserie e ingiustizie sociali, popolazioni indigene e aree primordiali di rara bellezza.

Dopo la caccia notturna – Kafue National Park – Zambia 2010
Donna Himba – Katapati river in Marienfluss – Kaokoaland – Namibia 2005

Salgado immortala gente povera, disperata, ma la rappresenta sempre con rispetto, racconta una storia… “Io scrivo con la macchina fotografica, è la lingua che ho scelto per esprimermi e la fotografia è tutta la mia vita”.

Alto Xingu – Mato Grosso – Brasile 2005 – Lotta durante il Kuarup
Gli Zo’é allevano scimmie e tartarughe come animali domestici – Parà – Brasile 2009

Tra il 1977 e il 1984 Sebastião viaggia in America Latina: le sue immagini delle culture contadine e indigene vengono raccolte nel libro “Altre Americhe”, di toccante forza espressiva.

Balena franca australe – Penisola di Valdés – Argentina 2004
Sula piediazzurri – Roca Vicente – Isola di Isabela – Galapagos 2004
Albatro testa grigia – Arcipelago Diego Ramirez – Cile 2005

Tra le pubblicazioni più importanti “La mano dell’uomo” del 1993: un progetto colossale sull’uomo, realizzato in sei anni attraverso ventisei paesi, in cui si sofferma sull’importanza delle vite invisibili, la loro disperazione e dignità, il lavoro manuale, quello ormai dimenticato, in uno spazio che va dalle miniere d’oro del Brasile a quelle di zolfo in Indonesia, fino ai pozzi di petrolio in Iraq.

Tribù Yali – raccolta delle patate dolci – Papua Occidentale – Indonesia 2010

Nel 1994, dopo aver collaborato con le agenzie Gamma e Magnum, fonda la sua casa di produzione “Amazon Images” e sposta repentinamente l’attenzione verso tematiche ambientali: Salgado resta profondamente scosso da ciò che ha visto in Ruanda, dal sangue del genocidio, arrivando ad affermare “…non avevo più speranze nella salvezza del genere umano”.

Alcuni Nenci nel loro čum – Penisola di Jamal – Siberia – Russia 2011
Tundra tra i vulcani Kamen e Tolbačik – Kamčatka – Russia 2006

Nel 2000 esce “Migrations”: un urlo, un “J’accuse” per il degrado ambientale che l’uomo ha causato, testimoniando le migrazioni di massa dovute a disatri naturali e carestie.

Isola di Zavodovski – pinguini chinstrap e macaroni – Isole sandwitch australi 2009

Ma non si ferma qui! Da sempre impegnato nel sociale e per la salvaguardia dell’ambiente, intraprende un nuovo progetto, un viaggio che dura dieci anni, alla scoperta dei luoghi incontaminati della nostra terra: “Genesi”.

Due foche di Weddell – Foyn Harbour – Isola Enterprice – Antartica 2005

“È il mio omaggio al pianeta. È un suo ritratto.”

Iceberg in movimento – Cockburn Island – Mare di Weddell – Antartica 2005

Un reportage incredibile, un pezzo di vita dedicato alla natura fragile e selvaggia: dalle Galapagos con le sue tartarughe giganti alle balene franche della Patagonia, dagli elefanti e zebre africane alle popolazioni indigene ancora vergini, dalle foreste tropicali dell’Amazzonia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide…

Procellaria gigante – grande predatore – Baia di Saint Andrews – Georgia del sud 2009

Genesi è la ricerca della Terra nella fase iniziale, la sua evoluzione, e come pur sopravvive ancora in modo primordiale: rappresenta l’essenza della vera natura, da cui ci siamo allontanati.

Isola di King George – Colonia di elefanti marini del sud – Rito di preparazione dei maschi alla stagione degli amori – Antartica 2005

Scatti in bianco e nero di regioni remote, sconosciute ai più, la vita che resiste anche in condizioni impervie, tribù antiche e specie animali che vivono e sopravvivono grazie all’isolamento, lontano dalla mano dell’uomo.

Isola di Saunders – Pinguini di diverse specie – Isole Sandwitch australi 2009

Genesi è il viaggio verso le origini del mondo, un grido di aiuto, una chiamata a combattere, il tributo ad un pianeta di bellezza rara quanto fragile, che piano piano scompare…

Isola di Saunders – Isole Sandwitch australi 2009

“La bellezza salverà il mondo” – Dostoevskij

Speriamo, aggiungo io…

@Blogjuls

Photos Gallery shooted at Venaria Reale – Reggia di Venaria – Exhibition “Genesi. Sebastião Salgado”

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6 commenti

  1. Uno dei più grandi artisti viventi. Ed è stupendo il film su di lui….Il sale della terra….spero tu l’abbia visto. Buona serata, Giulia

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