Potrei innamorarmi di uno così…

290
6

Ed ero lì, seduta e stanca morta nel cuore della notte… La solita fortuna di aver scelto un posto proprio con il microfono dell’altoparlante nelle orecchie.
Intanto arriva gente, la più disparata, chi con tacchi da sera e top con l’aria condizionata a palla, e chi con bebè a carico in braccio e un altro nel passeggino.
Sono tutti così gli aeroporti, calderoni di persone che vanno e vengono, anonime e appariscenti, rumorose e silenti, cariche di energia o imbronciate ed assonnate.
Guardo nel vuoto, penso alla mia avventura finita e già la prossima si palesa, striscia nella mente, illumina un sorriso… Penso, sono proprio folle mentre altra folla si avvicina… Ad un tratto da lontano vedo lui… Difficile catturare la mia attenzione, vagante sulla nuova meta, però mi “cade” lo sguardo: spicca per altezza, camminata sicura e altera, spalle grandi e lineamenti perfetti, occhi liquidi e chiari. Mi vien da dire fra me e me: accidenti, è una vita che non mi capita di vedere un uomo così attraente e interessante… Un po’ di persone si spostano al gate di fronte, altre procedono diritto ed è solo allora che mi si palesa il suo corpo tutto intero: t-shirt aderente e un pantalone color cachi, di quelli militari con una gamba tagliata a metà coscia, che mostra in tutta la sua pienezza una protesi di ultima generazione.
Resto attonita e non di certo per la protesi, ne ho viste a migliaia in Afghanistan… Mi colpisce il suo portamento, tutto d’un pezzo, coraggioso e fiero, sguardo vivace, nessuna traccia di tristezza o di autocommiserazione.
Mi si siede accanto, ci scrutiamo un po’ come fanno i soldati in ricognizione e lui sicuramente lo è, o comunque lo è stato.
Tira fuori del cibo dallo zaino tecnico, mangia composto e veloce come se fosse la sua pausa in missione, riavvolge i rifiuti perfettamente, ridotti ad un micro involucro che ripone via…
Inutile fare domande, per me è tutto molto chiaro.
Guardiamo l’ora nello stesso momento e ci scambiamo sguardi incuriositi sui nostri orologi al polso… Scappa un sorriso…
Eric rientra in America io in Italia. Peccato aver così poco tempo, giusto un volo Beirut-Francoforte.
La hostess del check-in fa l’annuncio dell’imminente imbarco, una cospicua fila era già in mezzo in attesa, noi altri ci alziamo in massa a formarne un’altra, essendo quasi di fronte al controllo. Mi accorgo che Eric non è accanto a me, mi giro: lui, a differenza di tutti, si è alzato ed è andato a fare la coda dal fondo, in quella che era già formata ed in piedi da un po’.
Potrei innamorarmi di uno così…

@Blogjuls

CONDIVIDI

6 commenti

  1. Bello. Mi é piaciuto.
    É scorrevole il tuo modo di scrivere, dai la sensazione di vivere le cose per chi legge. Brava Giulia, continua così. Aspetto il tuo prossimo.
    Ti mando un bacio di stima.

Lascia un commento

Per favore scrivi il tuo commento
Per favore scrivi il tuo nome qui