Oggi si celebra il “Giorno della Memoria”: il 27 gennaio 1945 vengono abbattuti i cancelli di prigionia del campo di sterminio di Auschwitz.

Una commemorazione di cui si fa sempre un gran tam-tam: una ritualizzazione mediatica e il baratro dell’oblio alle porte…

Intendiamoci, ho molto rispetto per il fatto storico: sono stata personalmente a Dachau molti anni orsono e una parte del Lager non era ancora stata “ristrutturata” per accogliere le persone: il degrado del luogo, delle celle sporche, fredde e anguste, mi lasciò senza fiato.

Però oggi vorrei che ci ricordassimo non solo della Shoah, delle leggi razziali e delle deportazioni: i campi nazisti hanno provocato sei milioni di vittime fra gli ebrei, ma nessuno focalizza che a questo triste numero bisogna aggiungere altri undici milioni di morti.

E che dire dei campi di concetramento sovietici? I Gulag, l’acronimo russo di Direzione centrale dei lager, sono stati aperti nel 1918 e l’inchiesta di Solzenicyn ne calcola circa sessanta milioni di vittime.

SESSANTA MILIONI!

Karaganda, il tristemente famoso campo sovietico, era grande come la superficie della Lombardia e del Piemonte insieme.

Corea del Nord e Cina: i cosiddetti Laogai, campi di concentramento cinesi istituiti da Mao per i dissidenti politici e in seguito i criminali. I Laogai, “rieducazione attraverso il lavoro” sono attivi ancora oggi: detenzioni arbitrarie, espianto d’organi, torture di ogni tipo e condanne a morte.

E perchè non lottiamo per non dimenticare i campi di concentramento serbi in Bosnia Erzegovina? Una storia alle porte, anni Novanta, mica tanto tempo fa, e il famigerato lager di Omarska, luogo di stupri, mutilazioni e morte: nella cosiddetta Casa Rossa tagliavano la gola ai prigionieri.

Vogliamo parlare dei riflettori puntati sulla Cecenia nel 2017? Qui l’utilizzo di pratiche di tortura da parte delle autorità verso opposizioni e minoranze è all’ordine del giorno, compresi i gay, che se scoperti vengono deportati in campi di “rieducazione”: che cosa significhi penso sia chiaro.

Il mondo è pieno di campi di concetramento: facciamo tutti finta che non sia così, ma l’uomo si classifica come la peggiore specie esistente, che si arroga il diritto di decidere sulla vita degli altri, con egoismo, violenza, controllo; i totalitarismi non sono sconfitti, le nostre identità sono ancor oggi in pericolo.

Comprendere e ricordare per insegnare: dovrebbe essere una legge universale.

Perché come diceva il caro Prof. Levi «È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire»

E la storia ci insegna che aveva ragione: succede oggi e forse ancora domani.

Se non risvegliamo la coscienza collettiva allora tanto vale dimenticarsi tutto: il Giorno della Libertà, il Giorno della Memoria, il Giorno del Ricordo e così via.

Alla memoria, questa ingrata e a volte fallace…

@Blogjuls

“Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo”
Primo Levi – dalla prefazione a Léon Poliakov, Auschwitz, Veutro, Roma, 1968

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4 commenti

  1. Sante parole, le tue. E sei stata benevola a non citare l’estremo orrore dei campi di concentramento e tortura italiani in Etiopia, Abissinia e Libia. E quegli attuali in Libia…
    Una volta le popolazioni erano decimate soprattutto dalle epidemie varie, nel XX secolo le abbiamo sconfitte e sostituite con i genocidi e i massacri.
    L’intelligenza e la coscienza di sé che ci distingue dagli altri animali è un dono a due facce, ci ha fatto conoscere sentimenti sublimi e sentimenti orridi, e non riusciamo ad uscire da questa dicotomia. Eppure basterebbe solamente insegnare e perseguire un solo comandamento…rispetta gli altri come tu vuoi essere da loro rispettato…nulla più..
    Quando l’uomo compie qualcosa di orribile, diciamo che hanno preso il sopravvento i suoi istinti animali…nulla di più falso…è la cattiva parte della sua coscienza di sé che ha preso il sopravvento.
    Vergessen ist Gnade und Gefahr zusammen….ha detto un presidente tedesco dopo la guerra. Io temo che prima o poi le generazioni continueranno a ricordare il Giorno della Memoria, ma non avranno alcuna concreta memoria del suo più terribile significato. Un caro saluto, Giulia

    • Lo temo anch’io purtroppo Fabricio…
      Non c’è memoria, né comprensione del terribile e pesante significato storico che ci portiamo sulle spalle.
      Sembra tutto essere lontano e proprio per questo si crede non possa toccarci. Eppure anche gli italiani, oltre centomila, hanno vissuto il campo di concentramento, quello di Zonderwater, in Sud Africa, quando furono catturati dagli inglesi…
      La storia in questo senso non insegna, siamo malati di mancanza di coscienza.
      Un caro saluto ❤️

  2. E non solo, spesso si dimentica che insieme ai prigionieri ebrei sterminati c’erano omosessuali, oppositori politici, zingari…… Lo sterminio della differenza, lo sterminio di ciò che non si riesce a contrastare, lo sterminio del diverso.
    Da parte mia, non riuscirò mai a dimenticare, spero che le future generazioni abbiano sempre una voce a raccontare l’orrore che non si deve più ripetere….
    Grazie Giulia

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