Io amo i biglietti, le lettere… Chi si prende la briga di cercare la carta giusta, il colore dell’inchiostro e plasmare un pensiero che possa arrivare a destinazione.  

Ci va tempo, passione e anche un po’ di coraggio a tirar fuori il cuore.

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Grazie… @Blogjuls

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10 commenti

  1. Non credo che i giovani si scrivano ancora lettere d’amore. Anch’io le trovo bellissime e le conservo tutte, tranne quelle che una ragazza che stava per sposarsi mi pregó di bruciare, erano più di cinquanta. Ogni tanto leggo quelle vecchie lettere, talvolta mi danno spunto per poesie scritte fuori tempo. Tutto ciò che scriviamo oggi sui tablet e pc si perderà nel buio degli hardisk e negli spazi indefiniti dei clouds, come anche le foto che non vengono stampate subito. Trovo che sia un gran peccato e un impoverimento delle singole storie di ognuno.

    • Già, non penso neanch’io Fabricio… Oggi i giovani misurano il tempo diversamente ed è più semplice lanciare qualche messaggio nell’etere…
      Io conservo come te molte lettere; a volte mi piacerebbe poter rileggere quelle che ho inviato, perchè non ho più copia di tutte: così scarabocchiate di getto, oppure quelle pensate con il cuore palpitante e la testa all’insù, quelle piene di sbavature di passione, cancellature di qualche piccolo errore… Perchè le brutte copie sono le più belle, chè ci ricordano tutto il cuore che vi abbiamo messo dentro.

      • Io purtroppo non ho nessuna traccia di quelle che ho scritto, sarei anch’io curioso di sapere cosa e come scrivevo, cerco di capirlo dalle risposte che ho ricevuto. Comunque chi riceveva le mie lettere si lamentava sempre che erano praticamente indecifrabili a causa della pessima calligrafia…io stesso facevo fatica a leggere ciò che avevo scritto. Ho sempre sostenuto che al Abitur mi abbiano promosso nel dubbio che avessi scritto la cosa giusta…in dubio pro reo!!

  2. Ciao Giulia,
    ogni tempo ha il proprio modus vivendi e penso che ciò non sia né un bene né un male. Io non sono giovanissima ed ho imparato a scrivere con la matita ed in seguito con il pennino. Le lettere più significative della mia vita le ho scritte, e le scrivo, con la stilografica tutte le volte che posso. Anche il tipo di carta, secondo me, comunica con il mittente. Non sempre questa forma di rispetto viene compresa: c’é chi scambia la carta fatta a mano per carta di recupero e, timorosi di ingombrare i cassetti, getta via la posta una volta letta. Io conservo le brutte copie, come dai commenti letti, anche altre persone amano fare. Mio figlio trentenne, si sorprende quando acquisto in un mercatino con un pacchettino di vecchie lettere ben conservate. Credo non possa fare altrimenti. Dalle lettere altrui, mai destinate alla pubblicazione, ho imparato molto. È un poco come entrare in situazioni, stati d’animo e relative riflessioni, dolci o amare, ma comunque “doni” che si aggiungono alla nostra individuale esperienza di vita.
    Brava Giulia, dal tuo amore per la scrittura, nascono anche queste osservazioni, che forse, indurranno qualche giovane “coraggioso” ad abbandonare, talvolta, la tastiera per scrivere un biglietto o una lettera personale servendosi di carta e penna.

    • Ciao Carla, che piacere leggere fra le righe del tuo personale…
      Siamo simili, perchè la parole vanno scelte con cura così come la carta su cui scriverle e l’inchiostro, che le rendereà indelebili, incacellabili… Fogli che sono parte di un tempo infinito, memoria viva di vita, sempre e per sempre…
      Grazie a te per aver condiviso. Confidiamo in un cambio per questa nuova generazione, di valori antichi e nobili.
      Buona notte.
      Giulia

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