La notizia è arrivata stanotte: un attacco americano all’aeroporto internazionale di Baghdad, contro il veicolo in cui a bordo c’era il generale Suleimani.

La presenza del generale era stata annunciata dall’Iran stesso, si trattava quindi di un viaggio ufficiale, e l’America ha approfittato dell’informazione per colpire un esponente dell’esercito iraniano in Iraq.

Un atto terroristico, una strage provocata con intenzione, studiata in dettaglio, senza contare la spregiudicatezza dell’azione stessa.

Esiste una regola di diplomazia e correttezza reciproca fra stati, che impone che in viaggi ufficiali di rappresentanti di governo non ci debbano essere ritorsioni di alcun tipo.

Il non aver rispettato questa semplice regola ha creato un pericoloso precedente, su cui si baseranno sicuramente tutti i prossimi attacchi: “ambasciator non porta pena” un cavolo!

Ma qual è il vantaggio di tutto ciò? Ovviamente indebolire la presenza iraniana nelle zone sciite, il tutto a vantaggio americano e israeliano.

L’Iran non ha mai attaccato nessun paese dopo la nascita della Repubblica Islamica, non ci sono mai stati atti di terrorismo da parte di sciiti iraniani, anzi costoro hanno combattuto le formazioni terroristiche come i Talebani, l’Isis e sono stati in appoggio alla Siria prima ancor dell’intervento russo.

Il Generale Qasem Soleimani è una persona amatissima in tutto il Medio Oriente, dal Libano, alla Siria, all’Iraq.

Nasce da una famiglia contadina poverissima e resta per tutta la sua vita una persona semplice e concreta.

Lui non è un guerrafondaio: viene chiamato per porre fine alle guerre e porta sempre a termine il suo compito; le milizie sciite sotto la sua guida hanno tutelato le loro comunità contro il terrorismo: terrorismo alimentato da soldi europei e americani.

E’ grazie a lui che l’Iraq torna libero nel 2017, con la battaglia di Mosul.

Vorrei ricordare che Trump non ha firmato il piano di riduzione dell’arricchimento del materiale nucleare, cosa che invece l’Iran ha fatto: un patto rispettato secondo le norme internazionali, ma ciò non ha contribuito a far cessare le sanzioni al paese.

E poi dove sarebbero le prove del prossimo attacco terroristico per mano di Suleimani? E’una storia di cui l’America ha già usufruito ai tempi di Sadddam e delle armi chimiche non v’era nessuna traccia. Ma tant’è, visto che ai tempi l’escamotage ha funzionato…

Gli Stati Uniti cercano ancora la guerra, con la solita solfa del combattere il terrorismo globale; il generale Wesley Clark lo afferma in un’intervista nel 2007 condotta dalla giornalista Amy Goodman: «nel 2001 il governo americano aveva già deciso di “far fuori” sette paesi in cinque anni.»

In sequenza: Iraq, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran.

Più che un velo pietoso bisognerebbe proprio chiudere il sipario, chè stiamo perdendo la cognizione di ciò che è vero e giusto e di ciò che è falso e sbagliato.

Ci sono dinamiche che andrebbero studiate a fondo prima di parlare a sproposito, come ad esempio ha fatto Salvini e non solo lui purtroppo.

Per non citare il Papa, che farebbe meglio a tacere e a tenere le sue sante manine nella talare.

E’ tutto, sono sconfortata, perchè le conseguenze arriveranno presto.

@Blogjuls

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2 commenti

  1. Non so nulla del generale Suleimani né perché ce l’hai tanto con il Papa. Però sono d’accordo che questo attacco proditorio, sia un segno davvero preoccupante di come ormai, noi, cosiddetti occidentali, non abbiamo più freni alla nostra cupidigia di potere e denaro e anche del nostro terrore verso le nuove potenze che si stanno affacciando sulla storia del mondo. L’Europa è ormai fuori dalla storia, gli USA danno gli ultimi colpi di coda. Ora arrivano la Cina, l’Africa, l’Estremo Oriente, l’India.
    Buona serata, Giulia

    • Non so se gli USA daranno gli ultimi colpi di coda, potrebbe essere, dal momento che si sono molto indeboliti, ma resta che hanno chi li sostiene e con molti soldi pure…
      La Cina con la Russia faranno gioco di sicuro e non dimentichiamo il piccoletto al nord della Corea, che dati gli accadimenti forse fa bene a tenersi il suo “gioiellino”, come monito per non essere attaccato. Su Africa e India non sono affatto convinta… L’Europa invece non esiste più, se non sulla carta, purtroppo… La battaglia è appena cominciata amico mio e solo fra poco sarà chiaro come i potenti si muoveranno (non escluderei nuove/vecchie alleanze).
      Ps. El Papa merita un discorso separato e presto lo farò, anche se credo di averne parlato tempo fa.

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